Robert Mapplethorpe nasce nel 1946 a Long Island, terzo di sei figli in una famiglia cattolica della media borghesia. Negli anni Sessanta frequenta la scuola per le arti applicate, il Pratt Institute di Brooklyn, dove ha inizio il lungo sodalizio privato e artistico con la cantante Patti Smith.
Dal 1971, incoraggiato dal curatore della sezione grafica di stampa e fotografia Metropolitan Museum, John McKendry, si dedica alla fotografia. Sostenuto nei suo lavoro dal collezionista Sam Wagstaff, Mapplethorpe diventa presto l'enfant terrible della scena culturale di New York, pubblicando le sue imagini shock del mondo gay.
Tra il 1980 e il 1982 ritrae ripetutamente la campionessa di Body Building Lisa Lyon. Negli anni Ottanta le sue fotografie sono esposte - spesso censurate e persino ritirate con l'intervento della polizia - nei più grandi musei e gallerie d'arte di tutto il mondo. Numerosi sono i libri monografici (alcuni postumi) tra cui: Lady, Lisa Lyon con un'introduzione di Bruce Chatwin, A Season in Hell (Una stagione all'inferno) sul testo di Arthur Rimbaud, Black Book (Libro nero), presentato da Ntozake Shange e Flowers (Fiori) con una dedica di Patti Smith.
Malato di Aids, Robert Mapplethorpe si spegne nel marzo del 1989 nel New England Deaconess Hospital di Boston.
A Mapplethorpe piacevano i poètes maudits dell'Ottocento francese, Baudelaire, Verlaine, Mallarmé e soprattutto Rimbaud, di cui ha voluto illustrare, con una serie di straordinarie fotografie, il testo disperato di Una stagione all'inferno, rappresentando se stesso in veste di diavolo con le corna.
Cresciuto nella cultura pop newyorchese capeggiata da Andy Warhol, Mapplethorpe è un eccezionale testimone del suo tempo e della sua generazione che vedeva nell'anarchia e nella rivoluzione sessuale l'unico modo per scardinare le difese della società borghese degli anni Settanta.
Oggi il suo ruolo preminente nella storia della fotografia del XX secolo è fuori discussione. La sua immensa produzione lasciata in eredità alla
Fondazione Robert Mapplethorpe comprende nudi, ritratti, erotica, fiori e nature morte, tutti fotografati con la medesima cristallina perfezione.
Robert Mapplethorpe esprime la classicità che lo avvicina alla grande arte rinascimentale, sicuramente alla plasticità della pittura di Michelangelo. Una ammirazione per le forme di vita che comprende anche le diversità e le trasgressioni che componevano l’arte di Mapplerthorpe, ma che nei lavori vengono sublimate, quasi trascese.
Tratto da: http://guide.supereva.com

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